Emily Dickinson

The Letters
Le lettere
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Traduzione e note di Giuseppe Ierolli


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101
(about February 1853)
John L. Graves

I wonder if Cousin John has a lesson to learn this evening?

Emilie -


Posso chiedere se il cugino John ha qualche lezione da studiare stasera?

Emilie -


John Long Graves era imparentato con i Dickinson attraverso la famiglia Gunn. In quel periodo stava studiando medicina all'Amherst College.




102
(24 February 1853)
Susan Gilbert (Dickinson)

Thursday afternoon -

The sun shines warm, dear Susie, but the sweetest sunshine's gone, and in that far off Manchester, all my blue sky is straying this winter's afternoon. Vinnie and I are here - just where you always find us when you come in the afternoon to sit a little while - We miss your face today, and a tear fell on my work a little while ago, so I put up my sewing, and tried to write to you. I had rather have talked, dear Susie - it seems to me a long while since I have seen you much - it is a long while Susie, since we have been together - so long since we've spent a twilight, and spoken of what we loved, but you will come back again, and there's all the future Susie, which is as yet untouched! It is the brightest star in the firmament of God, and I look in it's face the oftenest.
I ran to the door, dear Susie - I ran out in the rain, with nothing but my slippers on, I called "Susie, Susie," but you did'nt look at me; then I ran to the dining room window and rapped with all my might upon the pane, but you rode right on and never heeded me.
It made me feel so lonely, that I could'nt help the tears, when I came back to the table, to think I was eating breakfast, and you were riding away - but bye and bye I thought that the same ugly coach which carried you away, would have to bring you back again in but a little while, and the spite pleased me so that I did'nt cry any more till the tear fell of which I told you. And now, my absent One, I am hoping the days away, till I shall see you home - I am sewing as fast as I can, I am training the stems to my flowers, I am working with all my might, so as to pause and love you, as soon as you get home.
How fast we will have to talk then - there will be those farewell gaieties - and all the days before, of which I have had no fact, and there will be your absence, and your presence, my Susie dear, sweetest, and brightest, and best of every and all the themes. It is sweet to talk, dear Susie, with those whom God has given us, lest we should be alone - and you and I have tasted it, and found it very sweet; even as fragrant flowers, o'er which the bee hums and lingers, and hums more for the lingering.
I find it very lonely, to part with one of mine, with mine especially, and the days will have more hours while you are gone away.
They played the trick yesterday - they dupe me again today.
Twelve hours make one - indeed - Call it twice twelve, three times twelve, and add, and add, and add, then multiply again, and we will talk about it.
"At Dover dwells George Brown Esq - Good Carlos Finch and David Fryer" (1) - Oh Susie! How much escapes me, mine; whether you reached there safely, whether you are a stranger - or have only just gone home - Whether you find the friends as you fancied you should find them, or dearer than you expected?
All this, and more, Susie, I am eager to know, and I shall know soon, shant I? I love to think I shall.
Oh Susie, Susie, I must call out to you in the old, old way - I must say how it seems to me to hear the clock so silently tick all the hours away, and bring me not my gift - my own, my own!
Perhaps you cant read it, Darling, it is incoherent and blind; but the recollection that prompts it, is very distinct and clear, and reads easily. Susie, they send their love - my mother and my sister - thy mother and thy sister, and the Youth, the Lone Youth, Susie, you know the rest!

Emilie -

Tell me when you write Susie, if I shall send my love to the Lady where you stay! (2)


Giovedì pomeriggio -

Il sole risplende caldo, cara Susie, ma il sole più dolce se n'è andato, e in quella remota Manchester, e tutto il mio cielo azzurro si dilegua in questo pomeriggio d'inverno. Vinnie e io siamo qua - proprio dove ci trovavi sempre quando venivi nel pomeriggio a sederti un po' con noi - Oggi ci manca il tuo viso, e una lacrima è caduta un momento fa sul mio lavoro, così metto via il cucito, e provo a scriverti. Avrei preferito aver parlato, cara Susie - mi sembra tanto tempo da quando ti vedevo spesso - è passato tanto tempo Susie, da quando siamo state insieme - così tanto da quando abbiamo consumato un crepuscolo, e parlato di ciò che amavamo, ma tu tornerai, è c'è tutto un futuro, che è ancora inesplorato! È la stella più brillante del firmamento di Dio, e io guardo sovente il suo volto.
Sono corsa alla porta, cara Susie - sono corsa fuori nella pioggia, con null'altro che le ciabatte, ho chiamato "Susie, Susie", ma tu non mi hai vista; allora sono corsa alla finestra del soggiorno e ho picchiato con tutta la forza sul vetro, ma te ne sei andata senza mai badare a me.
Mi sono sentita così sola, che non ho potuto trattenere le lacrime, quando sono tornata alla tavola, pensando che stavo facendo colazione, e tu eri andata via - ma di lì a poco ho pensato che la stessa odiosa carrozza che ti aveva portata via, ti avrebbe riportata di nuovo indietro in un momento, e la ripicca mi è talmente piaciuta che non ho pianto più finché non è spuntata la lacrima di cui ti ho parlato. E ora, mia assente, confido nei giorni a venire, fino a quando ti vedrò a casa - cucio nel modo più rapido possibile, addestro i gambi dei miei fiori, lavoro a tutta forza, per potermi fermare e amarti, non appena tornerai a casa.
Che fretta avremo di parlare allora - ci sarà quell'allegria del congedo - e tutti i giorni precedenti, dei quali non ho avuto contezza, e ci sarà la tua assenza, e la tua presenza, mia cara Susie, la più dolce, e la più radiosa, migliore di ogni altro argomento. È dolce chiacchierare, cara Susie, con coloro che Dio ci ha donato, per non farci stare da soli - e tu e io l'abbiamo provato, e trovato molto dolce; come fiori fragranti, sui quali l'ape ronza e si attarda, e ronza ancora di più nell'attardarsi.
Lo trovo molto malinconico, separarsi da chi è mia, e sottolineo mia, e i giorni avranno più ore mentre tu sei lontana.
Ieri mi hanno ingannata - oggi mi imbrogliano ancora.
Dodici ore ne fanno uno - in realtà - Chiamalo due volte dodici, tre volte dodici, e aggiungi, aggiungi, aggiungi, poi moltiplica ancora, e ne potremo parlare.
"A Dover dimora George Brown Eternamente - Gemendo Carlos Finch attende David Fryer" (1) - Oh Susie! Quanto mi sfugge, di mio: sei arrivata là sana e salva, sei un'estranea - o sei appena tornata a casa? - Hai trovato gli amici come li avevi immaginati, o più cari di quanto ti aspettassi?
Tutto questo, e ancora di più, Susie, sono ansiosa di sapere, e lo saprò presto, non è vero? Mi piace immaginare che sarà così.
Oh Susie, Susie, devo chiamarti alla vecchia, vecchia maniera - devo dire cosa provo a sentire l'orologio battere silenziosamente tutte le ore che passano, senza che arrivi il mio regalo - il mio, il mio!
Forse non riuscirai a coglierlo, Carissima, è incoerente e nascosto; ma il ricordo che lo provoca, è molto distinto e chiaro, e si coglie facilmente. Susie, ti mandano tutti il loro affetto - mia madre e mia sorella - tua madre e tua sorella, e il Giovane, il Solitario Giovane, Susie, il resto lo sai!

Emilie -

Susie, dimmi quando scrivi, se devo mandare i miei saluti affettuosi alla Signora presso cui stai! (2)


(1) ED cita un distico da Kavanagh di Henry Wadsworth Longfellow:"At Dover dwells George Brown, Esquire, / Good Christopher Finch and Daniel Friar". Si tratta di una frase per memorizzare il giorno in cui cade in ciascun anno il primo giorno di ogni mese conoscendo quello relativo al 1° gennaio (per questo ho tradotto liberamente, rispettando le iniziali delle parole). Le dodici parole rappresentano i mesi, la sequenza "ABCDEFG" i giorni della settimana, dove "A" è quello corrispondente al 1° gennaio. Per esempio, nel 2007 il 1° gennaio cadeva di lunedì e perciò la "A" di At è appunto lunedì, la "D" di Dover corrisponde a giovedì 1° febbraio, la "d" di "dwells" a giovedì 1° marzo, la "G" di George a domenica 1° aprile, e così via; per gli anni bisestili occorre posporre di un giorno per i mesi da marzo a dicembre.

(2) Susan era a Manchester in visita a Mary Learned, moglie di Samuel Colcord Bartlett e sorella di Samuel Julius Learned, che era il vedovo della sorella di Susan, Mary, morta il 14 luglio 1850 (vedi L38).




103
(5 March 1853)
Susan Gilbert (Dickinson)

Saturday morning -

I know dear Susie is busy, or she would not forget her lone little Emilie, who wrote her just as soon as she'd gone to Manchester, and has waited so patiently till she can wait no more, and the credulous little heart, fond even tho' forsaken, will get it's big black inkstand, and tell her once again how well it loves her.
Dear Susie, I have tried so hard to act patiently, not to think unkind thoughts, or cherish unkind doubt concerning one not here, I have watched the stages come in, I have tried to look indifferent, and hum a snatch of tune when I heard Father and Austin coming, and knew how soon they'd bring me a dear letter from you, or I should look in the hat, and find it all empty - and here comes Saturday, and tomorrow the world stands still, and I shall have no message from my dear Susie!
Why dont you write me, Darling? Did I in that quick letter say anything which grieved you, or made it hard for you to take your usual pen and trace affection for your bad, sad Emilie?
Then Susie, you must forgive me before you sleep tonight, for I will not shut my eyes until you have kissed my cheek, and told me you would love me.
Oh it has been so still, since when you went away, nothing but just the ticking of the two ceaseless clocks - swiftly the "Little mystic one, no human eye hath seen," (1) but slowly and solemnly the tall clock upon the mantel - you remember that clock, Susie. It has the oddest way of striking twelve in the morning, and six in the afternoon, just as soon as you come. I am trying to teach it a few of the proprieties of life, now you are gone away, and the poor thing does indeed seem quite obedient, and goes slowly eno', but as soon as you're back again, Susie, it will be the same graceless one it ever used to be, and only gallop with accelerated speed, to make up for resting now.
Dear Susie, it is harder to live alone than it was when you were in Baltimore, and the days went slowly, then - they go e'en slower than they did while you were in the school - or else I grow impatient, and cannot brook as easily absence from those I love. I dont know which it is - I only know that when you shall come back again, the Earth will seem more beautiful, and bigger than it does now, and the blue sky from the window will be all dotted with gold - though it may not be evening, or time for the stars to come.
It is pleasant to talk of you with Austin - and Vinnie and to find how you are living in every one of their hearts, and making it warm and bright there - as if it were a sky, and a sweet summer's noon. Austin has gone this morning (2 - the last little thing I did for him was while they were at breakfast, to write on four envelopes for him to send to you.
It made me smile, Susie, to think how Little Argus was cheated after all - and I smiled again, at thinking of something holier, of something from the skies, come Earthward. (3)
Dear Susie, I dont forget you a moment of the hour, and when my work is finished, and I have got the tea, I slip thro' the little entry, and out at the front door, and stand and watch the West, and remember all of mine - yes, Susie - the golden West, and the great, silent Eternity, forever folded there, and bye and bye it will open it's everlasting arms, and gather us all - all - Good bye, dear Susie - they all send you their love -

Emilie -

Susie - will you give my love to Mrs Bartlett (4), and tell her the fortnight is out next Wednesday, and I thought she m't like to know!


Sabato mattina -

So che la cara Susie è indaffarata, altrimenti non avrebbe dimenticato la sua piccola Emilie solitaria, che le ha scritto non appena lei è partita per Manchester, e ha aspettato con tanta pazienza fino a non poter aspettare più, e il suo piccolo cuore ingenuo, amorevole anche se abbandonato, prenderà il suo grosso calamaio nero, e le dirà ancora una volta quanto le vuole bene.
Cara Susie, ho cercato in tutti i modi di essere paziente, di non farmi venire pensieri sgradevoli, o nutrire sgradevoli dubbi su qualcuna che non è qui, ho spiato l'arrivo della diligenza, ho cercato di sembrare indifferente, e canticchiato un motivetto quando ho sentito arrivare il Babbo e Austin, sapendo che presto mi avrebbe dato una tua preziosa lettera, oppure avrei guardato nel cappello, trovandolo vuoto - ed eccoci a sabato, e domani il mondo si ferma, e io non avrò nessun messaggio dalla mia cara Susie!
Perché non mi scrivi, Carissima? Forse in quella breve lettera ho detto qualcosa che ti ha addolorato, o ti ha reso difficile prendere la tua solita penna e tracciare il tuo affetto per la cattiva e triste Emilie?
Allora Susie, devi perdonarmi prima di andare a letto stasera, perché non chiuderò gli occhi fino a quando non mi avrai dato un bacio sulla guancia, e non mi avrai detto che mi vuoi bene.
Oh c'è tanto silenzio, da quando dei andata via, nulla se non il battito dei due instancabili orologi - veloce il "Piccolo orologio mistico, mai udito da orecchio umano", (1) ma lento e solenne quello alto sopra la mensola - ti ricorderai quell'orologio, Susie. Ha un modo stranissimo di suonare le dodici di mattina, e le sei del pomeriggio, proprio quando arrivi tu. Sto cercando di insegnargli un po' di buone maniere, ora che te ne sei andata, e il poverino sembra davvero obbediente, e va abbastanza lentamente, ma non appena tornerai, Susie, riacquisterà la sua solita sguaiatezza, e galopperà a velocità accelerata, per rifarsi del riposo di adesso.
Cara Susie, è difficile vivere in una solitudine maggiore di quando eri a Baltimora, e i giorni scorrevano lenti, allora - passano persino più lenti di quanto lo facessero quando eri a scuola - o forse sono io che divento impaziente, e non riesco a sopportare con la stessa facilità l'assenza di coloro che amo. Non so che cosa sia - so soltanto che quando tornerai, la terra sembrerà più bella, e più grande di quanto sia adesso, e il cielo azzurro dalla finestra sarà tutto punteggiato d'oro - anche se non sarà sera, o l'ora in cui spuntano le stelle.
È piacevole parlare di te con Austin - e con Vinnie e scoprire quanto sei presente in ciascuno di quei cuori, e quanto li rendi caldi e radiosi - come se fosse un cielo, e una dolce pomeriggio d'estate. Austin è partito stamattina (2) - l'ultima piccola cosa che ho fatto per lui, mentre erano tutti a colazione, è stata scrivergli quattro buste per mandarle a te.
Mi faceva sorridere, Susie, pensare a come dopo tutto il Piccolo Argo sia stato imbrogliato - e ho riso ancora, al pensiero di qualcosa di più sacro, a qualcosa che proviene dai cieli, diretto sulla Terra. (3)
Cara Susie, non ti dimentico un solo istante, e quando ho finito il mio lavoro, e ho preso il tè, scivolo attraverso l'ingresso piccolo, ed esco dalla porta principale, e me ne sto a spiare a Ovest, e a ricordare tutto ciò che è mio - sì, Susie - l'Ovest dorato, e la grande, silenziosa Eternità, avvolta là per sempre, e che via via aprirà le sue braccia perenni, e raccoglierà tutti noi - tutti - Addio, cara Susie - ti mandano tutti il loro affetto -

Emilie -

Susie - saluta da parte mia Mrs Bartlett (4), e dille che le due settimane scadranno mercoledì prossimo, e che ho pensato le facesse piacere saperlo!


(1) Citazione quasi letterale dei primi due versi di "The Life Clock" ("L'orologio della vita"), una poesia tradotta dal tedesco (probabilmente di autore anonimo) e pubblicata nell'"Hampshire Gazette" del 4 agosto 1846 e nel "Northampton Courier" del 14 luglio 1847: There is a little mystic clock, / No human eye hath seen," ("C'è un piccolo orologio mistico, / Mai visto da occhio umano,"), vedi anche la L60.

(2) Austin lasciò Amherst il 5 marzo diretto a Cambridge per frequentare la Harvard Law School.

(3) Qui ED si riferisce certamente al fidanzamento, ancora segreto, tra Susan e Austin, che verrà ufficializzato alla fine di marzo.

(4) Mary Learned, vedi la lettera precedente, nota 2.




104
(8 March 1853)
Austin Dickinson

Tuesday morning

Dear Austin.

Dont feel lonely, for we think of you all the time, and shall love you and recollect you all the while you are gone. Your letter made us all feel sadly, and we had a sober evening thinking of you at Cambridge, while we were all at home.
I hope you are better now, and like the looks of things better than you thought you should at first. You were perfectly tired out when you went away from home and I thought you'd feel rather lonely until you got rested a little and then things would look bright again. I am glad you think of us, and think you would like to see us, for I've thought a good many times that you would soon forget us, on going away from home. I dont think you can miss us more than we do you, Austin, and dont think we have forgotten you, because you are away.
I am glad you found a letter waiting for you from Sue for I think it must have made things seem a little more like home.
I hav'nt heard from her yet. I dont much expect to now - though I wrote her again on Saturday. I had a letter for Sue directed to my care last evening - the outside envelope in Mr Learned's hand, (1) and containing one from Martha. I shall send it to Sue today.
Father went to New York, this morning - he thinks he shall come home Thursday, tho' he dont know certainly.
We have sent you a table cover this morning by Mr Green - also two little wash cloths, which we found and thought you would like. Mother wants me to tell you if there's anything else you would like, that you must let us know and we will send it to you by the first opportunity - also to send your washing home every time you can find a chance, and your clothes shall be well taken care of. Above all things, take care of yourself, and dont get sick away, for it would be very lonely for you to be sick among strangers, and you're apt to be careless at home. What a time you must have had getting on in the snow storm! We felt very anxious about you - mother, particularly, and wondered how you would get through, and yet I knew you never had any trouble anywhere, and I really did'nt think that with you on board the cars, there could anything happen. But Austin, you are there - the time will soon be over, and we shall all be together again as we were of old - you know how fast time can fly, if we only let it go - then recollect dear Austin, that none of us are gone where we cannot come home again, and the separation here are but for a little while. We will write again very soon.

Emilie.

Mother and Vinnie send much love, and say you must'nt be lonely. I have done what you wanted me to.


Martedì mattina

Caro Austin.

Non sentirti triste, perché ti pensiamo sempre, e ti vorremo bene e ti ricorderemo per tutto il tempo in cui starai via. La tua lettera ci ha resi malinconici, e abbiamo passato una pensosa serata immaginandoti a Cambridge, mentre noi siamo tutti a casa.
Spero che adesso tu stia meglio, e apprezzi di più le cose che ti circondano rispetto a quanto ti era sembrato all'inizio. Eri davvero spossato quando sei partito e ho pensato che ti saresti sentito piuttosto triste finché non avessi potuto riposarti un po' e allora le cose sarebbero apparse di nuovo in una luce migliore. Mi fa piacere che pensi a noi, e pensi che vorresti rivederci, perché parecchie volte ho creduto che ci avresti presto dimenticato, andandotene da casa. Non credo che tu senta la nostra mancanza più di quanto noi sentiamo la tua, Austin, e non pensare che ti abbiamo dimenticato, perché sei lontano.
Mi fa piacere che tu abbia trovato ad aspettarti una lettera di Sue perché credo che abbia permesso di vedere le cose un po' più come a casa.
Non ho ancora avuto sue notizie. Non me le aspetto a breve - anche se le ho scritto di nuovo sabato. Ieri sera mi hanno affidato una lettera per Sue - la busta era di mano di Mr Learned (1) e conteneva una lettera di Martha. L'ho spedita oggi a Sue.
Stamattina il babbo è andato a New York - pensa di tornare a casa giovedì, anche se non lo sa con certezza.
Stamattina ti abbiamo mandato un copritavola da Mr Green - anche due piccoli pulisci abiti, che crediamo e pensiamo tu possa gradire. La mamma vuole che ti dica che se c'è qualche altra cosa che tu possa gradire, devi farcelo sapere e noi te la manderemo non appena sarà possibile - manda pure le tue cose da lavare ogni volta che ne hai l'opportunità, e i tuoi indumenti saranno trattati con cura. Soprattutto, abbi cura di te, e non ammalarti, perché sarebbe molto triste essere malato tra gente estranea, e tu sei abituato a chi si prende cura di te a casa. Che tempo devi aver avuto visto che sei partito con una bufera di neve! Ci sentivamo molto in ansia per te - la mamma, soprattutto, e ci chiedevamo come saresti riuscito ad attraversarla, eppure sapevo che tu non hai mai avuto paura di nulla, e non credevo che con te a bordo della carrozza, potesse succedere qualcosa. Ma Austin, tu sei là - il tempo passerà presto, e noi saremo di nuovo tutti insieme come eravamo prima - tu sai come può volare veloce il tempo, se solo lo lasciamo andare - e poi ricordati caro Austin, che nessuno di noi è andato dove non è più possibile tornare a casa, e la separazione qui non è che per breve tempo. Scriveremo ancora molto presto.

Emilie.

La mamma e Vinnie ti mandano tanti saluti affettuosi, e dicono che non devi essere triste. Ho fatto quello che mi avevi chiesto.


(1) Samuel Julius Learned, vedovo della sorella di Susan, Mary.




105
(about March 1853)
Susan Gilbert (Dickinson)

    Write, Comrade, write! (1)
    On this wondrous sea
    Sailing silently,
    Ho! Pilot, ho!
    Knowest thou the shore
    Where no breakers roar -
    Where the storm is oer?

    In the peaceful west
    Many the sails at rest -
    The anchors fast -
    Thither I pilot thee
    Land Ho! Eternity!
    Ashore at last!

Emilie


    Scrivi! Amica mia, scrivi! (1)
    Su questo mare meraviglioso
    Navigando in silenzio,
    Ohé! Pilota, ohé!
    Conosci tu la riva
    Dove non urlano i marosi -
    Dove la tempesta è oltre?

    Nel tranquillo ponente
    Molte le vele a riposo -
    Le ancore salde -
    Laggiù ti conduco -
    Terra Ohé! Eternità!
    A riva finalmente!

Emilie


(1) Johnson annota: "Il messaggio può voler dire di più di 'Scrivimi una lettera'. ED aveva iniziato a scrivere poesie e stava probabilmente incoraggiando Susan a fare altrettanto."
Vedi la poesia J4-F3.




106
(12 March 1853)
Austin Dickinson

Saturday morning

Dear Austin.

I am afraid you think that we have all forgotten you, we hav'nt written now for so many days, but we hav'nt, and I will tell you why we have kept still so long. We thought from your first letter that you'd probably write us again in a day or two, and there might be some thing which you would want to know, so we waited to hear from you - well, you did not seem to write so soon as we expected, and I thought Wednesday morning I would'nt wait any longer, but we know not what is before us.
A little while after breakfast Vinnie went over to Mr Kellogg's on an errand - was'nt going to stay but a minute - well, two hours had passed away and nothing was seen of Vinnie, and I had begun to wonder what had become of her, when Emmeline walked in with her, and helped her onto the Lounge. Her right hand was all done up, and she looked so faint I thought somebody had killed her. It seems she went to the door and found the Dog lying there, and thought she would pat him a little so that he would'nt growl, but he did growl terribly, then snapped at her hand, and bit the thumb on her right hand, almost thro from one side to the other. Her hand pained her so much that she fainted constantly, and as soon as she was able Emmeline came home with her. Mr Kellogg's folks felt dreadfully about it, they did everything they could - Em went from Dr Woodman, and we had quite a time - this was when father was gone, and of course it frightened us more, but you need'nt be scared any longer Austin, for she's doing nicely now. She cant comb her hair or dress her, or help herself at all, so you see I have my hands full, for besides doing all this, I have to do her usual work. That's the reason I hav'nt written you Austin, many a time before. I could'nt get time to do it, but I've thought of you just as much, and more, than if I c'd have written, and we all miss you every day, and want to see you more than I can possibly tell you. I am so glad to know you're happier, and that Cambridge looks brighter to you. We enjoyed your letter very much and laughed heartily at it - father particularly, seemed to think it "uncommon" fine. He got home Thursday night, at about 12 o clock.
The Newman family are coming here about the middle of April (1) - another fact which will please you. Uncle Sweetser and his wife are going to Europe in May, and Elisabeth and their children are coming to Amherst to board at Mr Newman's for the summer! (2) Such intelligence needs no comments. I have telegraphed to Sue. Dont say anything about it in the letter you write me next, for father reads all your letters before he brings them home, and it might make him feel unpleasantly.
I hope we shall all be spared to have one kitchen meeting, and express our several minds on this infamous proceeding, but I wont trouble you. You asked about the Paper. Daniel Webster of Deerfield cant come on account of the limited salary - Mr [Samuel] Nash, on account of his eyes, and as Mr Trumbull has gone, they got Mr Sydney Adams, with the assistance of others to get out the this weeks one. (3) Bowdoin "moves on" like snails. I have heard once from Susie - not much tho'. We will hem the crash, and send it to you by the first opportunity. Mother wants you to get a cheap Comforter and put on the palmleaf mattress; - she says t'will be easier to you.
We all send you our love. Vinnie says she will write as soon as she uses her hand. Write us soon.

Aff
Emilie


Sabato mattina

Caro Austin.

Ho paura che pensi che ti abbiamo tutti dimenticato, non avendo scritto per così tanti giorni, ma non è così, e ti dirò perché siamo rimasti in silenzio così a lungo. La tua prima lettera ci aveva fatto pensare che probabilmente ci avresti scritto dopo un giorno o due, e ci poteva essere qualcosa che avresti voluto sapere, così abbiamo aspettato di avere tue notizie - be', è risultato che non hai scritto così presto come avevamo previsto, e mercoledì mattina avevo intenzione di non aspettare più, ma non sappiamo mai che cosa ci aspetta.
Poco dopo colazione Vinnie si recò da Mr Kellog per una commissione - doveva metterci solo qualche minuto - be', erano passate due ore e Vinnie non si era ancora vista, e io cominciavo a chiedermi che cosa ne fosse stato di lei, quando Emmeline entrò insieme a lei, aiutandola a mettersi sulla Poltrona. Aveva la mano destra tutta fasciata, e sembrava così debole che ho pensato che qualcuno l'avesse ammazzata. A quanto pare era arrivata alla porta e là aveva trovato il Cane accucciato, e aveva pensato di carezzarlo un po' così da non farlo ringhiare, ma invece iniziò a ringhiare da far paura, poi le azzannò la mano, e le diede un morso al pollice della mano destra, quasi da parte a parte. La mano le doleva così tanto da farla continuamente svenire, e non appena si fu ripresa Emmeline la accompagnò a casa. I Kellogg ci rimasero malissimo, e fecero tutto quello che potevano - Em andò a chiamare il Dr Woodman, e abbiamo passato un gran brutto momento - tutto questo avvenne mentre il babbo era via, e naturalmente lo spavento fu maggiore, ma non devi impressionarti oltre Austin, perché ormai si è ristabilita. Non può pettinarsi né vestirsi, né far nulla da sé, così capisci che ho le mani occupate, perché oltre a fare tutto questo, devo fare il lavoro che di solito fa lei. È questo il motivo per cui non ti ho scritto molto prima, Austin. Non avevo tempo per farlo, ma ti ho pensato allo stesso modo, e di più, che se avessi potuto scriverti, e ogni giorno sentiamo tutti la tua mancanza, e abbiamo voglia di rivederti più di quanto sia in grado di dirti. Sono tanto contenta di sapere che sei più felice, e che Cambridge ti appaia in una luce migliore. Abbiamo gustato molto la tua lettera e ne abbiamo riso di cuore - il babbo in particolare, l'ha trovata singolarmente bella. È tornato a casa giovedì sera, verso mezzanotte.
La famiglia Newman verrà qui verso la metà di aprile (1) - un altro fatto che ti farà piacere. Lo Zio Sweetser e sua moglie andranno in Europa a maggio, ed Elizabeth con i loro figli verrà ad Amherst a unirsi agli Newman per l'estate! (2) Notizie simili non hanno bisogno di commenti. Ho telegrafato a Sue. Non dire nulla su questo nella tua lettera di risposta, perché il babbo legge tutte le tue lettere prima di portarle a casa, e potrebbe restarci male.
Spero che a tutti noi sarà risparmiata una riunione in cucina, per esprimere i nostri svariati pareri su questo ignobile comportamento, ma non voglio tediarti oltre. Mi chiedevi del Giornale. Daniel Webster di Deerfield non può venire a causa dello stipendio limitato - Mr Nash, a causa dei suoi occhi, e siccome Mr Trumbull se n'è andato, hanno preso Mr Sydney Adams, con l'assistenza di altri per far uscire il numero di questa settimana. (3) Bowdoin "va avanti" a passo di lumaca. Ho avuto notizie da Sue solo una volta, non di più. Ripareremo il disastro, e te lo manderemo alla prima occasione utile. La mamma vuole che ti procuri una Trapunta economica per metterla sul materasso di foglie di palma - dice che per te sarà più confortevole.
Ti mandiamo tutti i nostri saluti affettuosi. Vinnie dice che scriverà non appena potrà usare la mano. Scrivici presto.

Aff
Emilie


(1) La sorella di Edward Dickinson, Mary, e il marito, Mark Haskell Newman, morirono entrambi nel 1852, lasciando un figlio e quattro figlie. Edward Dickinson fu nominato tutore delle quattro figlie, che arrivarono ad Amherst e si stabilirono in una casa di proprietà dello zio, affidate alle cure della sorella del padre, Hannah (Mrs. Samuel A. Fay). Il padre aveva un patrimonio consistente, ma lo lasciò quasi per intero a una società missionaria, pensando probabilmente che il destino migliore per le figlie sarebbe stato lasciarle nelle mani di Dio senza le tentazioni del denaro.

(2) Lo zio Sweetser era il marito di un'altra sorella di Edward Dickinson, Catharine. Elizabeth era la più giovane delle sorelle Dickinson; si sposò nel 1866, a quarantatré anni, e in quel periodo divideva il suo tempo tra i vari membri della famiglia che avevano bisogno di lei.

(3) Si trattava dello "Hampshire and Franklin Express", di proprietà della famiglia Adams.




107
(12 March 1853)
Susan Gilbert (Dickinson)

Saturday noon -

Dear Susie -

I'm so amused at my own ubiquity that I hardly know what to say, or how to relate the story of the wonderful correspondent. First, I arrive from Amherst, then comes a ponderous tome from the learned Halls of Cambridge, and again by strange metamorphosis I'm just from Michigan, and am Mattie and Minnie and Lizzie in one wondering breath - Why, dear Susie, it must'nt scare you if I loom up from Hindoostan, or drop from an Appenine, or peer at you suddenly from the hollow of a tree, calling myself King Charles, Sancho Panza, or Herod, King of the Jews - I suppose it is all the same. (1)
"Miss Mills," that is, Miss Julia, (2 never dreamed of the depths of my clandestiny, and if I stopped to think of the figure I was cutting, it would be the last of me, and you'd never hear again from your poor Jeremy Bentham - (3)
But I say to my mind, "tut, tut," "Rock a bye baby" conscience, and so I keep them still!
And as for the pulling of wool over the eyes of Manchester, I trust to the courtesy of the Recording Angel, to say nothing of that. One thing is true, Darling, the world will be none the wiser, for Emilie's omnipresence, and two big hearts will beat stouter, as tidings from me come in. I love the opportunity to serve those who are mine, and to soften the least asperity in the path which ne'er "ran smooth," (4) is a delight to me. So Susie, I set the trap and catch the little mouse, and love to catch him dearly, for I think of you and Austin - and know it pleases you to have my tiny services. Dear Susie, you are gone - One would hardly think I had lost you to hear this revelry, but your absence insanes me so - I do not feel so peaceful, when you are gone from me -
All life looks differently, and the faces of my fellows are not the same they wear when you are with me. I think it is this, dear Susie; you sketch my pictures for me, and 'tis at their sweet colorings, rather than this dim real that I am used, so you see when you go away, the world looks staringly, and I find I need more vail - Frank Peirce thinks I mean berage (5) vail, and makes a sprightly plan to import the "article," but dear Susie knows what I mean. Do you ever look homeward, Susie, and count the lonely hours Vinnie and I are spending, because that you are gone?
Yes, Susie, very lonely, and yet is it very sweet too to know that you are happy, and to think of you in the morning, and at eventide, and noon, and always as smiling and looking up for joy - I could not spare you else, dear Sister, but to be sure your life is warm with such a sunshine, helps me to chase the shadow fast stealing upon mine - I knew you would be happy, and you know now of something I had told you.
There are lives, sometimes, Susie - Bless God that we catch faint glimpses of his brighter Paradise from occasional Heavens here!
Stay, Susie; yet not stay! I cannot spare your sweet face another hour more, and yet I want to have you gather more sheaves of joy - for bleak, and waste, and barren, are most of the fields found here, and I want you to fill the garner. Then you may come, dear Susie, and from our silent home, Vinnie and I shall meet you. There is much to tell you, Susie, but I cannot bring the deeds of the rough and jostling world into that sweet inclosure; they are fitter fonder, here - but Susie, I do bring you a Sister's fondest love - and gentlest tenderness; little indeed, but "a'," (6) and I know you will not refuse them. Please remember me to your friend, and write soon to your lonely -


Emilie -

Vinnie sends you her love - She would write, but has hurt her hand - Mother's love too - Oh Susie!


Sabato pomeriggio -

Cara Susie -

Sono così divertita dalla mia ubiquità che a malapena so come dire, o come riportare la storia della prodigiosa corrispondente. Dapprima, arrivo da Amherst, poi giunge un tomo poderoso dalle Dotte Aule di Cambridge, e ancora per una strana metamorfosi eccomi dal Michigan, e sono Mattie e Minnie e Lizzie tutto d'un fiato - Perciò, cara Susie, non devi spaventarti se appaio dall'Indostan, o rotolo dagli Appennini, o ti scruto all'improvviso dalla cavità di un albero, proclamandomi Re Carlo, Sancho Panza, o Erode, Re dei Giudei - suppongo che siano tutti la stessa persona. (1)
"Miss Mills", ovvero, Miss Julia, (2) non si è mai sognata la profondità della mia clandestinità, e se mi soffermassi a pensare alla figura che potrei fare, per me sarebbe la fine, e tu non sentiresti più parlare del tuo povero Jeremy Bentham - (3)
Ma io dico alla mente, "zitta, zitta", "Fai la nanna" coscienza, e così le tengo a bada!
E per quanto riguarda la polvere negli occhi a Manchester, confido nella cortesia dell'Angelo che tutto sa, per non dire nulla di ciò. Una cosa è certa, Carissima, il mondo non ne saprà di più, dall'onnipresenza di Emily, e due grandi cuori batteranno più forte, quando giungeranno notizie da me. Amo l'opportunità di essere utile a coloro che sono miei, e mitigare le minime asperità in un sentiero che non sempre "scorre liscio", (4) è un piacere per me. Così Susie, metto la trappola e catturo il topolino, e mi piace acchiapparlo con tenerezza, perché penso a te e a Austin - e so che gradite ricevere i miei piccoli servigi. Cara Susie, sei partita - Si direbbe a malapena che ti ho perduta a sentire questa vitalità, e invece la tua assenza mi fa uscir di testa - non mi sento tranquilla, quando sei lontana da me -
La vita intera mi sembra diversa, e le facce dei miei simili non sono le stesse di quando sei con me. Credo che il motivo sia questo, cara Susie: tu tratteggi dei dipinti per me, ed è ai loro dolci colori, piuttosto che a quelli opachi della realtà che sono avvezza, così, vedi, quando sei lontana, il mondo sembra guardarmi fisso, e mi accorgo di aver bisogno ancora di più di un velo - Frank Peirce crede che io intenda un velo ornamentale(5) fa piani ingegnosi per importare un tale "articolo", ma la cara Susie sa che cosa intendo. Hai mai guardato verso casa, Susie, e contato le ore solitarie che stiamo passando io e Vinnie, perché tu sei lontana?
Sì, Susie, molto solitarie, eppure è anche molto dolce sapere che tu sei felice, e pensarti al mattino, e al calar della sera, e a mezzogiorno, e sempre sorridente e aperta alla gioia - Non potrei fare a meno di te in altre condizioni, cara Sorella, ma l'essere certa che la tua vita è scaldata da un tale sole, mi aiuta a scacciare le ombre che si addensano su di me - sapevo che saresti stata felice, e tu sei consapevole ora di qualcosa che ti avevo predetto.
La vita vera esiste, talvolta, Susie - Dio sia ringraziato perché ci fa cogliere deboli barlumi del suo splendente Paradiso per mezzo di occasionali Cieli quaggiù!
Resta, Susie; ma no, non restare! Non posso privarmi del tuo dolce volto un'ora di più, eppure voglio che tu possa mietere più spighe di gioia - perché spogli, desolati, e aridi, sono quasi tutti i campi che esistono qui, e io voglio che tu riempia il granaio. Allora potrai venire, cara Susie, e dalla nostra casa silenziosa, Vinnie e io ti verremo incontro. Ci sarebbe molto da dire, Susie, ma non posso portare i fatti di un mondo rozzo e sgraziato in quel dolce recinto; ci sono portatori più amorevoli, qui - ma Susie, io ti porto il l'amore più affettuoso di una Sorella - e la più dolce tenerezza; piccola in verità, ma "unica", (6) e so che non la ricuserai. Ti prego di rammentarmi alla tua amica, e scrivi presto alla tua malinconica -


Emilie -

Vinnie ti manda i suoi saluti affettuosi - Voleva scriverti, ma si è ferita a una mano - Saluti affettuosi anche dalla mamma - Oh Susie!


(1) La scherzosa descrizione della "prodigiosa corrispondente" è riferita al fatto che ED riceveva molta corrispondenza indirizzata a Susan per poi imbustarla e mandarla all'amica. Prima è lei stessa da Amherst, poi il fratello da Cambridge e via via parenti e amici di Susan.

(2) Julia Mills è uno dei personaggi di David Copperfield di Charles Dickens; è l'amica del cuore di Dora Spenlow ed è descritta così (cap. 33): "...s'era ritirata dal mondo, ma tuttavia prendeva ancora un pacato interesse alle verdi speranze e passioni dei giovani." (trad. di Cesare Pavese, Einaudi, Torino, 1995, pag. 485).

(3) Jeremy Bentham (1738-1832) era un famoso giurista inglese; l'allusione è ovviamente a Austin, che stava studiando legge all'Harvard University di Cambridge.

(4) Le virgolette fanno presumere una citazione e il candidato più probabile è sempre Dickens, il titolo del cap. 12 di Nicholas Nickleby: "Whereby the Reader will be enabled to trace the further course of Miss Fanny Squeer's Love, and to ascertain whether it ran smooth or otherwise. "("Dove il lettore avrà la possibilità di seguire il corso ulteriore dell'amore di Miss Fanny Squeer, e di rendersi conto se scorre liscio o meno.").

(5) "berage" è contrazione di "beverage", che ho inteso nel senso di "garnish" ("ornamento").

(6) Ho tradotto così l'originale «but "a',"», che non ho decifrato.




108
(18 March 1853)
Austin Dickinson

Friday morning

Dear Austin.

I presume you remember a story Vinnie tells of a Breach of promise Case where the correspondence between the parties consisted of a reply from the girl to one she had never received, but was daily expecting - well I am writing an answer to the letter I hav'nt had, so you will see the force of the accompanying anecdote. I have been looking for you ever since despatching my last, but this is a fickle world, and it's a great source of complacency that t'will all be burned up bye and bye. I should be pleased with a line when you've published your work to Father, if it's perfectly convenient. Your letters are very funny indeed - about the only jokes we have, now you and Sue are gone, and I hope you will send us one as often as you can. Father takes great delight in your remarks to him - puts on his spectacles and reads them o'er and o'er as if it was a blessing to have an only son.
He reads all the letters you write as soon as he gets, at the post office, no matter to whom addressed. I presume when Sue gets back, and has directed to her, he will take them and read them first. Well, I was telling you, he reads them once at the office, then he makes me read them loud at the supper table again, and when he gets home in the evening, he cracks a few walnuts, puts his spectacles on, and with your last in his hand, sits down to enjoy the evening. He remarked in confidence to me this morning, that he "guessed you saw through things there" - of course I answered "yes sir," but what the thought conveyed I remained in happy ignorance. Whether he meant to say that you saw through the Judges, overcoats and all, I could not quite determine but I'm sure he designed to compliment you very highly.
I do think it's so funny - you and father do nothing but "fisticuff" all the while you're at home, and the minute you are separated, you become such devoted friends; but this is a checkered life.
I believe at this moment, Austin, that there's no body living for whom father has such respect as for you, and yet your conduct together is quite peculiar indeed. But my paper is getting low, and I must hasten to tell you that we are very happy to hear good news from you - that we hope you'll have pleasant times, and learn a great deal while you're gone, and come back to us greater and happier for the life lived at Cambridge. We miss you more and more. I wish that we could see you, but letters come the next - write them often, and tell us everything!

Aff
Emilie.

Dear Austin, I've just decided that my yarn is not quite spun, so I'll spin it a little longer.
Vinnie's hand is getting well, tho' she cant sew or write with it. She sends her love to you, and says she shall write a note, as soon as her hand gets able.
Anna Warner's a little better, tho' the medical faculty are as yet give little encouragement of her return thitherward. Mary is at present incarcerated, and becomes in the public eye, more and more of a martyr daily. The Quinsy approached Miss Goudy [?], but was dexterously warded off by homeopathic glances from a certain Dr Gregg, of whom you may hear in Boston. Professor Warner, and consort, and surviving son, are much as usual. Father's Cummington friend, late from State's prison in Brooklyn, took tea with us this week. He has advanced somewhat since we children have seen him.
Jerry [Holden?] and Mrs Mack (2) inquire for "Mr Austin." Most all of the folks we asked here have made their "party call," and we have had our hands full in entertaining them. You must tell us about the party which you attend at Miss C's. I have not heard from Sue again, tho' I've written her three times. I suppose she'll be coming home Saturday, and I'll tell you something funny the next time I write.
We all send you much love, and wish you were here today, so we could talk with you.

Emilie again.


Venerdì mattina

Caro Austin.

Presumo che ti ricordi di una storia che racconta Vinnie su un Caso di Rottura di fidanzamento in cui la corrispondenza tra le parti consisteva in una risposta della ragazza a qualcosa che non aveva mai ricevuto, ma che aspettava ogni giorno - be' io sto rispondendo alla lettera che non ho mai avuto, così capirai la forza dell'aneddoto accompagnatorio. Ti sto aspettando da quando ho spedito l'ultima mia, ma questo è un mondo incostante, ed è una fonte di enorme soddisfazione sapere che tra non molto andrà a fuoco. Gradirei una riga quando avrai pubblicato il tuo lavoro per il babbo, se ti viene comodo. Le tue lettere sono davvero divertenti - più o meno l'unico svago che abbiamo, ora che tu e Sue siete lontani, e spero che ce ne manderai una non appena potrai. Il babbo gode dei tuoi commenti su di lui - si mette gli occhiali e li legge e rilegge come se fosse una benedizione avere un unico figlio maschio.
Legge tutte le lettere che scrivi non appena le ha ritirate, all'ufficio postale, non importa a chi siano dirette. Presumo che quando Sue tornerà, e saranno dirette a lei, lui le prenderà e le leggerà per primo. Allora, stavo dicendo, le legge una volta in ufficio, poi me le fa rileggere ad alta voce quando siamo a tavola, e quando torna a casa la sera, schiaccia qualche noce, si mette gli occhiali, e con l'ultima tua in mano, si accomoda per godersi la serata. Stamattina mi ha detto in modo confidenziale, che "immaginava che là tu vedessi attraverso le cose" - naturalmente ho risposto "sissignore", ma su che cosa volesse dire sono rimasta nella più beata ignoranza. Se intendeva dire che vedi attraverso i Giudici, palandrane e tutto, non posso determinarlo con certezza, ma sono sicura che si proponeva di farti un grandissimo complimento.
Mi pare così buffo - tu e il babbo non fate altro che "fare a cazzotti" per tutto il tempo che siete a casa, e nel momento in cui siete separati, diventate amici così devoti; d'altronde la vita è così variegata.
Credo che in questo momento, Austin, non ci sia nessuno del quale il babbo abbia il rispetto che ha per te, eppure il vostro comportamento quando siete insieme è davvero molto singolare. Ma la carta sta per finire, e devo dirti in fretta che siamo molto contenti di avere buone notizie da te - che speriamo tu abbia piacevoli giornate, e che impari molte cose mentre sei lontano, e che la vita vissuta a Cambridge ti faccia tornare da noi più grande e più contento. Ci manchi sempre di più. Vorrei poter vedere te, ma mi accontento delle lettere - scrivile spesso, e raccontaci tutto!

Aff
Emilie.

Caro Austin, ho appena deciso che il filo non è abbastanza teso, perciò lo avvolgo un altro po'.
La mano di Vinnie sta andando bene, anche se non può ancora usarla per cucire o scrivere. Ti manda saluti affettuosi, e dice che scriverà un biglietto, non appena la mano glielo consentirà.
Anna Warner sta un pochino meglio, anche se la facoltà di medicina sembra concedere poche speranze sul suo ritorno tra noi. (1) Al momento Mary è segregata, e l'opinione di tutti è che stia diventando sempre di più una martire. La Tonsillite ha sfiorato Miss Goudy, ma è stata scansata con destrezza dalle occhiate omeopatiche di un certo Dr. Gregg, del quale avrai sentito parlare a Boston. Il professor Warner, la consorte, e il figlio superstite, stanno come al solito. L'amico del babbo, Cummington, arrivato da poco dalla prigione di Stato a Brookyn, ha preso il tè da noi in settimana. Ha fatto una notevole carriera da quando l'abbiamo conosciuto da bambini.
Jerry e Mrs Mack (2) chiedono di "Mr Austin". Quasi tutte le persone che avevamo invitato hanno compiuto la loro "visita di cortesia", e abbiamo avuto un gran da fare per intrattenerle. Devi raccontarci della festa da Miss. C. a cui hai partecipato. Non ho ancora avuto notizie da Sue, sebbene le abbia scritto tre volte. Suppongo che arrivi sabato, e la prossima volta che ti scrivo ti racconterò qualcosa di divertente.
Ti mandiamo tutti tanti saluti affettuosi, e vorremmo che tu fossi qui oggi, così potremmo chiacchierare con te.

Di nuovo Emilie.


(1) Anna Charlotte Warner, sorella di Mary, una delle più intime amiche di ED, morì il 19 aprile (vedi la L118).

(2) Jeremiah Holden era un lavorante dei Dickinson (vedi L80) e Mrs. Mack era la lavandaia.




109
(24 March 1853)
Austin Dickinson

Thursday morning

Dear Austin.

How much I miss you, how lonely it is this morning - how I wish you were here, and how very much I thank you for sending me that long letter, which I got Monday evening, and have read a great many times, and presume I shall again, unless I soon have another.
I find life not so bright without Sue or you, or Martha, and for a little while I hav'nt cared much about it. How glad I was to know that you had'nt forgotten us, and looked forward to home, and the rustic seat, and summer, with so much happiness. You wonder if we think of you as much as you of us - I guess so, Austin - it's a great deal anyhow, and to look at the empty nails, and the empty chairs in the kitchen almost obscures my sight, if I were used to tears. But I think of the rustic seat, and I think of the July evening just as the day is done, and I read of the one come back, worth all the "ninety and nine" who have not gone from home, (1) and these things strengthen me for many a day to come.
I'm so glad you are cheerful at Cambridge, for cheerful indeed one must be to write such a comic affair as your last letter to me. I believe the message to Bowdoin, w'd have killed father outright if he had'nt just fortified nature with two or three cups of tea. I could hardly contain myself sufficiently to read a thing so grotesque, but it did me good indeed, and when I had finished reading it, I said with a pleasant smile, "then there is something left"! I have been disgusted, ever since you went away, and have concluded several times that it's of no use minding it, as it is only a puff ball. But your letter so raised me up, that I look round again, and notice my fellow men.
I think you far exceed Punch (2) - much funnier - much funnier, cant keep up with you at all!
I suppose the young lady will be getting home today (3) - how often I thought of you yesterday afternoon and evening. I did "drop in at the Revere" (4) a great many times yesterday. I hope you have been made happy. If so I am satisfied. I shall know when you get home.
I have been to see Mrs Cutler (5) several times since Sue has been gone. Mr Cutler has missed her dreadfully, which has gratified me much. What I was going to tell you was that Mr Cutler's folks had written Sue to meet Mr Sweetser in Boston last week, and come to Amherst with him. I knew she would'nt come, and I couldnt help laughing to think of him returning to town alone - that's all! Sue's outwitted them all - ha-ha! just imagine me giving three cheers for American Independence!
I did get that little box, and do with it as you told me. I wrote you so at the time, but you must have forgotten it. Write again soon, Austin, for this is a lonely house, when we are not all here.

Emilie.

Mother says "tell Austin I think perhaps I shall write him a letter myself."
Mother sends her love, and is very much obliged to you for the message to her, and also for the comb, which you told us was coming. She wants you to send your clothes home just as soon as you can, for she thinks you must certainly need some by this time. We hav'nt had much maple sugar yet, but I shall send you some when Mr Green goes back. We have had some maple molasses. I know you would love some, if you were here - how I do wish you were here! I read the proclamation, and liked it very much. I had a letter from Mat, last night - she said a great deal of Sue and you, and so affectionately. If Sue thinks Mat would be willing, I will send the letter to you, the next time I write.


Giovedì mattina

Caro Austin.

Quanto sento la tua mancanza, com'è triste questa mattinata - come vorrei che tu fossi qui, e quanto devo ringraziarti per avermi mandato quella lettera così lunga, che ho ricevuto lunedì sera, e ho letto tantissime volte, e presumo lo farò ancora, a meno che non ne riceva presto un'altra.
Trovo che la vita non sia così radiosa senza Sue e te, o Martha, e per un po' di tempo l'ho quasi tenuta da parte. Come sono stata contenta di sapere che non ci hai dimenticato, e che desideri tanto casa, e il rustico sedile, e l'estate, con così tanta gioia. Ti chiedi se pensiamo a te tanto quanto pensi tu a noi - credo proprio di sì, Austin - e comunque è tantissimo, e guardare al gancio vuoto, e alla sedia vuota in cucina mi vela quasi lo sguardo, se fossi facile alle lacrime. Ma anch'io penso al rustico sedile, e penso alle sere di luglio non appena finisce il giorno, e leggo di quella che torna, preziosa quanto tutte le "novantanove" che non se n'erano andate, (1) e queste cose mi rendono più forte per i molti giorni a venire.
Sono così contenta che a Cambridge tu sia di buon umore, perché uno dev'essere certamente di buon umore per scrivere di faccende comiche come quelle dell'ultima lettera che mi hai mandato. Credo che il messaggio a Bowdoin, avrebbe stecchito sul colpo il babbo se non fosse stato rinvigorito dalle due o tre tazze di tè che aveva appena bevuto. Io stessa sono riuscita a malapena a contenermi nel leggere una cosa così grottesca, ma mi ha proprio resa di buon umore, e quando ho finito di leggerla, ho detto con un amabile sorriso, "allora c'è rimasto qualcosa!" Ero rimasta indignata, sin da quando sei partito, e avevo concluso diverse volte che non valeva la pena di occuparsene, visto che è solo una bolla di sapone. Ma la tua lettera mi ha così sollevato, che mi guardo di nuovo intorno, e bado ai miei simili.
Penso che tu superi di gran lunga Punch (2) - molto più divertente - molto più divertente, non può competere affatto con te!
Presumo che la giovane signora tornerà a casa oggi (3) - quanto ti ho pensato ieri pomeriggio e sera. Ieri ho fatto molte "visitine al Revere". (4) Spero che la cosa ti abbia fatto felice. Se è così sono soddisfatta. Lo saprò quando torni a casa.
Sono stata diverse volte a trovare Mrs Cutler (5) da quando Sue è partita. Mr Cutler ne sente terribilmente la mancanza, cosa che mi ha molto gratificato. Quello che stavo per dirti era che i Cutler la settimana scorsa avevano scritto a Sue di incontrarsi con Mr Sweetser a Boston, e di venire ad Amherst con lui. Sapevo che lei non lo avrebbe fatto, e non potevo trattenermi dal ridere pensando a lui che tornava in città da solo - tutto qui! Sue l'ha fatta in barba a tutti - ah ah! immaginami mentre lancio tre urrà per l'Indipendenza Americana!
Mi sono procurata quella scatoletta, e ne ho fatto quello che mi avevi detto. Te l'ho già scritto, ma devi essertene dimenticato. Riscrivi presto, Austin, perché questa è una casa malinconica, quando non ci siamo tutti.

Emilie.

La mamma dice "di' a Austin che forse gli scriverò io stessa una lettera."
La mamma manda saluti affettuosi, e ti è molto grata per il messaggio che le hai mandato, e anche per il pettine, che ci hai detto era in arrivo. Vuole che mandi i vestiti a casa non appena puoi, perché crede che ne avrai sicuramente bisogno in questo periodo. Non abbiamo ancora molto sciroppo d'acero, ma te ne manderò un po' quanto tornerà Mr Green. Abbiamo preso un po' di melassa d'acero. So che te ne piacerebbe un po', se fossi qui - tanto quanto io vorrei che tu fossi qui! Ho letto il proclama, e mi è piaciuto moltissimo. Ho ricevuto una lettera da Mat, ieri sera - parla moltissimo di Sue e di te, e così affettuosamente. Se Sue pensa che Mat sia d'accordo, ti manderò la lettera, la prossima volta che scrivo.


(1) Matteo 18,12-13: "Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite." ("How think ye? if a man have an hundred sheep, and one of them be gone astray, doth he not leave the ninety and nine, and goeth into the mountains, and seeketh that which is gone astray? And if so be that he find it, verily I say unto you, he rejoiceth more of that sheep, than of the ninety and nine which went not astray.")
Una versione leggermente diversa è in Luca 15,3-7.

(2) "Punch" è una maschera del teatro inglese dei burattini (il nome deriva dal Pulcinella italiano) caratterizzata dalla capacità di farsi beffe di tutto e di tutti; ED potrebbe anche riferirsi all'omonima rivista satirica inglese attiva nel Sette-Ottocento, che prendeva il nome appunto dalla maschera.

(3) In effetti Susan arrivò ad Amherst il giorno un cui è datata questa lettera.

(4) Austin e Susan si erano incontrati il giorno prima all'Hotel Revere di Boston, dove si erano fidanzati (Open Me Carefully, pag. XXXII).

(5) Si tratta di Harriet Gilbert, sorella maggiore di Susan, sposata a William Cutler. I fratelli Cutler, William e George, erano soci d'affari di Luke Sweetser, citato subito dopo.




110
(27 March 1853)
Austin Dickinson

Sabbath evening

Oh my dear "Oliver," (1) how chipper you must be since any of us have seen you? How thankful we should be that you have been brought to Greenville, (2) and a suitable frame of mind! I really had my doubts about your reaching Canaan, but you relieve my mind, and set me at rest completely. How long it is since you've been in this state of complacence towards God and your fellow men? I think it must be sudden, hope you are not deceived, would recommend "Pilgrim's Progress," and "Baxter upon the will." (3) Hope you have enjoyed the Sabbath, and sanctuary privileges - it is'nt all young men that have the preached word.
Trust you enjoy your closet, and meditate profoundly upon the Daily Food! I shall send you Village Hymns, by earliest opportunity.
I was just this moment thinking of a favorite stanza of your's "where congregations ne'er break up, and Sabbaths have no end." (4)
That must be a delightful situation, certainly, quite worth the scrambling for!
Quite likely you have tickets for your particular friends - hope I should be included, in memory of "old clothes."
And Austin is a Poet, Austin writes a psalm. Out of the way, Pegasus, Olympus enough "to him," and just say to those "nine muses" that we have done with them!
Raised a living muse ourselves, worth the whole nine of them. Up, off, tramp!
Now Brother Pegasus, I'll tell you what it is - I've been in the habit myself of writing some few things, and it rather appears to me that you're getting away my patent, so you'd better be somewhat careful, or I'll call the police! Well Austin, if you've stumbled through these two pages of folly, without losing your hat or getting lost in the mud, I will try to be sensible, as suddenly as I can, before you are quite disgusted. Mademoiselle has come, quite to the surprise of us all. I concluded you had concluded to sail for Australia. Sue's very sober yet, she thinks it's pretty desolate without old Mr Brown.
She seems to be absent, sometimes, on account of the "old un," and I think you're a villainous rascal to entrap a young woman's "phelinks" (5) in such an awful way.
You deserve, let me see; you deserve hot irons, and Chinese Tartary; and if I were Mary Jane, I would give you one such "mitten" Sir. as you never had before! I declare, I have half a mind to throw a stone as it is, and kill five barn door fowls, but I won't, I'll be considerate! Miss Susie was here on Friday, was here on Saturday, and Miss Emilie, there, on Thursday. I suppose you will go to the "Hygeum" as usual, this evening. Think it a dreadful thing for a young man under influences to frequent a hotel, evenings! Am glad our Pilgrim Fathers got safely out of the way, before such shocking times! Are you getting on well with "the work," and have you engaged the Harpers? (6) Shall bring in a bill for my Lead Pencils, 17, in number, disbursed at times to you, as soon as the publishment. Also, two envelopes daily, during despatch of proofs, also Johnnie Beston, also David Smith, and services from same! (7)
Dear Austin, I am keen, but you are a good deal keener, I am something of a fox, but you are more of a hound! I guess we are very good friends tho', and I guess we both love Sue just as well as we can.
You need'nt laugh at my letter - it's a few Variations of Greenville (8) I thought I would send to you.

Affy
Emilie.

Love from us all. Monday noon. Oh Austin, Newton is dead. The first of my own friends. Pace. (9)


Domenica sera

Oh mio caro "Oliver", (1) quanto sei più vispo rispetto a quando qualcuno di noi ti ha visto? Quanto dovremmo essere riconoscenti che tu sia stato condotto a Greenville, (2) e a un appropriato stato d'animo! Veramente avevo dei dubbi sulle possibilità che avevi di raggiungere Canaan, ma tu mi sollevi e mi tranquillizzi completamente. Da quanto tempo sei in questo stato di gradimento verso Dio e i tuoi simili? Credo che deve essere stato all'improvviso, spero che non ti sia ingannato, e ti raccomanderei "Pilgrim's Progress", e "Baxter upon the will". (3) Spero che tu abbia goduto il Dì di festa, e i privilegi del santuario - non è che tutti i giovanotti possano sentire predicare la parola.
Confido che apprezzerai il tuo ritiro, e mediterai profondamente sul Cibo Quotidiano! Ti manderò i "Village Hymns", alla prima occasione. Stavo giusto pensando in questo istante a una delle tue strofe favorite "dove le comunità non si sciolgono mai, e le domeniche non hanno fine." (4)
Dev'essere certamente una situazione piacevole, per la quale vale la pena di fare ogni sforzo!
Con tutta probabilità avrai biglietti per gli amici intimi - spero di esserne inclusa, in memoria delle "vecchie cose".
E Austin è un Poeta, Austin scrive un salmo. Togliti di mezzo, Pegaso, l'Olimpo è sufficiente "per lui", e dite a quelle "nove muse" che abbiamo chiuso con loro!
Abbiamo allevato noi un musa vivente, degna di tutte loro nove. Su, via, march!
Ora Fratello Pegaso, ascoltami bene - io stessa avevo l'abitudine di scrivere qualche piccola cosa, e mi sembra proprio che tu mi stia rubando il mestiere, perciò faresti meglio a stare attento, o chiamerò la polizia! Be', Austin, se ti sei barcamenato fra queste due pagine di follia, senza perdere il cappello o smarrirti nella fanghiglia, cercherò di essere sensata, più in fretta possibile, prima di disgustarti del tutto. Mademoiselle è arrivata, alquanto a sorpresa per tutti noi. Avevo concluso che avevate concluso di far vela per l'Australia. Sue è ancora molto riservato, pensa che sia molto squallido senza il vecchio Mr Brown.
Sembra assente, a volte, a causa del "vecchio che non c'è", e credo che tu sia un furfante matricolato a irretire i "sentimenti" (5) di una giovane in un modo così orribile.
Ti meriti, vediamo; ti meriti i ferri arroventati, e le Torture Cinesi, e se fossi Mary Jane, ti darei una tale "benservito" Signore come non ne hai mai avuti prima! Rendo noto, che ho quasi in animo di tirare un sasso come si deve, e ammazzare cinque polli, ma non lo farò, mi darò una calmata! Miss Susie è stata qui venerdì, è stata qui sabato, e Miss Emilie, là, giovedì. Presumo che questa sera, come al solito, andrai all'"Hygeum". Pensa a che pessima cosa è per un giovane con dei legami frequentare un ritrovo, la sera! Sono contenta che i Padri Pellegrini si siano messi in salvo, prima di tempi così scandalosi! Procedi bene con il "lavoro", e hai impegnato gli Harper? (6) All'atto della pubblicazione, ti presenterò il conto per le mie Matite, 17, di numero, sborsate ogni tanto per te. E ancora, due buste al giorno, per la spedizione delle bozze, e ancora Johnnie Beston, e ancora David Smith, e i loro servizi! (7)
Caro Austin, io sono perspicace, ma tu sei molto più perspicace, io sono un po' volpe, ma tu sei più di un segugio! Ritengo tuttavia che siamo ottimi amici, e ritengo che entrambi vogliamo a Sue tutto il bene che ci è possibile.
Non c'è bisogno che ridi della mia lettera - sono delle Variazioni su Greenville (8) che ho deciso di mandarti.

Aff.te
Emilie.

Saluti affettuosi da tutti noi. Lunedì pomeriggio. Oh Austin, Newton è morto. Il primo dei miei amici. Pace. (9)


(1) Il fatto di rivolgersi a Austin chiamandolo "Oliver", uno dei protagonisti di Come vi piace di Shakespeare, è probabilmente riferito a una battuta del personaggio, che commenta il suo amore per Celia e richiama il recente fidanzamento di Austin con Susan (V,ii,5-7): "Neither call the giddiness of it in question: the poverty of her, the small acquaintance, my sudden wooing, nor her sudden consenting;" ("Non badare alla rapidità con cui si sono svolte le cose: la povertà di lei, il pochissimo tempo per conoscerci, la mia corte improvvisa e il suo improvviso consenso." - trad. di Antonio Calenda e Antonio Nediani, in; Teatro completo di William Shakespeare, a cura di Giorgio Melchiori, vol II: Le commedie romantiche, Mondadori, Milano, 1982.)

(2) Alla fine ED parla della lettera come di "Variations of Greenville", e "Greenville" era probabilmente il titolo dei versi che Austin aveva allegato alla lettera a cui questa risponde.

(3) The Pilgrim's Progress, di John Bunyan, è un classico della letteratura "morale" inglese; Baxter upon the will è probabilmente il titolo di un libro dello stesso tipo, del quale non ho trovato notizie.

(4) Due versetti presenti in molti inni, per esempio in "The Heavenly Jerulasem" di Isaac Watts.

(5) "phelinks" ha un suono simile a "feelings" ("sentimenti"); probabilmente c'è un gioco di parole con "links": "legàmi, vincoli, ma anche maglie di una catena".

(6) La casa editrice Harper & Brothers.

(7) Johnnie Beston e David Smith erano due lavoranti dei Dickinson.

(8) Vedi la nota 2.

(9) Benjamin Franklin Newton morì a Worcester il 24 marzo 1853. Era stato praticante nello studio di Edward Dickinson e aveva fatto conoscere a ED le opere delle sorelle Brontë e le poesie di Emerson, facendo nascere in lei l'amore per la letteratura. È citato, o si allude a lui, in tre lettere inviate a Higginson: L261, L265 e L457. È inoltre molto probabilmente dedicata alla sua memoria la poesia J299-F418.